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Il sistema criminale Aemilia spiegato da Roberto Alfonso
Carpi | 14 Giugno 2019

Attuale Procuratore Generale di Milano, Roberto Alfonso ha guidato la Procura Antimafia di Bologna dal 2010 al 2015, ed è il magistrato che ha coordinato le indagini della più importante operazione antimafia della DDA emiliana e svelato all’opinione pubblica i rapporti tra politica, imprenditoria e ‘ndrangheta in regione: sarà lui il protagonista assoluto, venerdì 14 giugno, alle ore 15:00 presso l’Aula H del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, in via San Geminiano 3 a Modena, di Sistema criminale ‘Aemilia’, sesto e ultimo appuntamento del ciclo di incontri di formazione dedicati ai professionisti modenesi promosso dal CUP (Comitato Unitario dei Professionisti della provincia di Modena), con il patrocinio del Comune di Modena e organizzato dal Magis (Centro Studi Mafia e Antimafia e Giustizia Sociale) dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e dalla testata giornalistica bolognese Libera Radio. L’iniziativa è stata inoltre possibile grazie alla collaborazione del Tavolo Legalità del Comune e del Board Scientifico del Centro Studi Documentazione e Legalità.

A dialogare con Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna, sarà dunque uno dei protagonisti dell’operazione da cui sarebbe nato il più imponente processo per mafia dopo quello istruito da Falcone e Borsellino, ma anche una drammatica evidenza: nessun cittadino avrebbe più potuto affermare di non sapere che il radicamento delle mafie nel Nord Italia è un fatto accertato. Tra l’altro, il Procuratore Alfonso segue dal suo inizio il percorso di legalità dei professionisti modenesi, avendo partecipato alla presentazione, già nel 2011, della Carta etica dei Professionisti promossa dal CUP.

Dopo l’analisi di quanto emerso dal processo Aemilia, l’incontro dedicato all’impresa mafiosa, il focus sul caporalato e sulle mafie 5.0, l’analisi degli strumenti per l’antiriciclaggio di denaro e quelli per rendere efficace lo strumento della confisca dei beni della criminalità organizzata, l’ultimo appuntamento sarà utile per allargare nuovamente la visuale, per tracciare gli scenari presenti e futuri del contrasto alle mafie e comprendere, da uno dei principali esperti in materia, quale ruolo possono giocare in tal senso i professionisti.  Ma il percorso dei Professionisti continua, e presto cittadini avranno modo di conoscere le altre attività che il CUP metterà in campo.

“Non possiamo che ringraziare tutti i relatori che hanno partecipato – commenta Giuliano Fusco, Presidente del CUP – registrando favorevolmente la larga adesione di cui hanno goduto tutti gli incontri proposti, segno, riteniamo, di una rinnovata attenzione anche del mondo delle professioni rispetto al tema del contrasto alla criminalità organizzata. Le mafie sono un cancro che permea e distrugge ogni comunità con cui entra in contatto: per questo il dovere di tutti i cittadini, professionisti compresi, è quello di non voltare la testa dall’altra parte. Per farlo, tuttavia, è necessario prima di tutto conoscere e comprendere che un problema esiste. Speriamo che gli strumenti forniti nel corso di questi sei appuntamenti siano serviti proprio a questo, e come CUP abbiamo tutta l’intenzione di non fermarci qui”.


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