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L’inquinamento che uccide le lucciole
Carpi | 14 Luglio 2019

Non era raro ammirarne lo spettacolo luminoso nelle calde serate estive ma oggi di lucciole non ve n’è quasi più traccia. Fino a non molto tempo fa questi insetti popolavano le nostre campagne, regalandoci un tocco di magia e di incanto. Oggi però è sempre più raro scovare questi piccoli insetti luminosi. A cos’è imputabile tale scomparsa? “Nel nostro territorio - spiega l’appassionato di insetti nonché presidente dell’Associazione PandaCarpi, Franco Losi - sono diventate davvero rare. Ne vengono segnalate nella zona di Rolo e in collina ma nel carpigiano purtroppo trovarne è molto difficile. La fine di queste bellissime creature è da attribuire all’inquinamento e ai pesticidi”.

Pesticidi, cementificazione e inquinamento luminoso sono le ragioni principali per cui le lucciole stanno gradualmente scomparendo soprattutto nelle aree fortemente urbanizzate e nelle zone agricole. Le lucciole sono infatti piccoli coleotteri prettamente carnivori allo stato larvale, durante il quale si nutrono prevalentemente di lumache e chiocciole. L’uso di pesticidi in agricoltura ha fatto sì che le risorse alimentari per le lucciole diminuissero sensibilmente. Allo stesso modo, la cementificazione contribuisce alla perdita di lucciole, che da adulte si nutrono di polline e nettare: la diminuzione di prati e aree verdi si traduce in una distruzione dell’habitat di questi coleotteri.

“Molti - prosegue il presidente Franco Losi - tagliano l’erba sulle rive dei fossi o ai bordi delle strade durante il periodo estivo, quando la maggior parte degli insetti, comprese le Api, devono nutrirsi e riprodursi. Queste fasce erbose costituiscono un habitat per migliaia di utilissime creature - gli insetti appunto - e andrebbero tutelate. Noi ambientalisti siamo fortemente contrari allo sfalcio praticato nei mesi estivi”.

Infine un altro fattore che influisce in modo negativo sulla presenza di lucciole è l’inquinamento luminoso delle aree urbane, poiché la luce disturba il rituale di accoppiamento che in questi coleotteri avviene proprio grazie ai segnali luminosi.

Ancora una volta la mano dell’uomo si rivela distruttiva.

J.B.


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