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Questa è la nostra terra ed è qui che vogliamo restare
Carpi | 02 Agosto 2012 Le violente scosse di terremoto di maggio hanno inferto una ferita profonda all’azienda agricola di Antonio Garzetta a Fossoli. Una piccola oasi di benessere quella creata dalla famiglia di Antonio, una perla incastonata tra campi di grano e alberi colmi di frutti. E se i ritmi della natura continuano a scorrere immutati, per Antonio, la moglie Leonilde e i due figli, Linda e Francesco, la vita si è fatta ben più drammatica. “La nostra casa - raccontano i due coniugi - appare intatta dall’esterno. In realtà è letteralmente implosa. Il sottotetto è ceduto, la scala si è staccata e mia figlia mentre correva giù è caduta, rompendosi il coccige”. “Perdere la propria casa - aggiunge Leonilde - è davvero un grande dolore. Indescrivibile a parole. Ma siamo ancora qui, tutti e quattro, e questa è l’unica cosa che conta. Ogni tanto arriva un po’ di sconforto, ma ci facciamo coraggio gli uni con gli altri. La nostra vita è questa. E’ tutto qui: la nostra passione, i nostri sacrifici. Questa terra rappresenta ciò che siamo e ciò che abbiamo costruito sino ad oggi, non la possiamo lasciare”. E la passione di Antonio - arrivato a Carpi dal Veneto nel 1968 - è qualcosa di tangibile. Basta guardare i suoi occhi brillanti d’amore e di orgoglio quando ci presenta Ambassador, un bellissimo esemplare di razza Haflinger. “Allevare cavalli - ci racconta - è come fare il pittore: mentre dipingi non guadagni nulla ma se tra le tue tele si annida un capolavoro, allora le cose possono cambiare... Ambassador è il mio capolavoro: un campione che ha vinto numerosi premi. E’ un animale docile e bellissimo, anche lui ha sofferto a causa del terremoto, alcuni calcinacci sono caduti nel suo box ma, fortunatamente, non si è fatto nulla”. Le temperature estive hanno consentito alla famiglia Garzetta di spostare i suoi dieci cavalli all’aperto e di allestire il capanno di legno che li ospitava come rifugio d’emergenza. “Qui - spiega Francesco - dopo aver pulito e coperto il terreno con dei teli, ho montato le tende e ho comprato le cose indispensabili per poter continuare a vivere dignitosamente. Anche perchè non sappiamo ancora come muoverci sul fronte casa: se demolirla e ricostruirla in legno o ristrutturarla completamente”. Quel che è certo è che i tempi si allungano e non si può certo pensare di vivere in tenda durante i freddi mesi invernali. Ed è proprio mossa da tale consapevolezza che l’azienda privata Cascina Pulita srl - società che gestisce i rifiuti di oltre 30mila aziende agricole italiane - ha deciso di donare alla famiglia Garzetta un container per fronteggiare l’emergenza. “Noi - ha commentato il presidente Marco Vergero - ci occupiamo di agricoltura e conosciamo bene questo territorio. Quando ci siamo resi conto del disastro creato dal sisma, abbiamo deciso di attivarci immediatamente. Gli imprenditori agricoli sono stati costretti ad adattarsi a sistemazioni precarie, in quanto obbligati a restare vicini al loro bestiame e alle colture; per questo abbiamo acquistato una decina di case mobili per dar loro un poco di sollievo. Al momento abbiamo dato la priorità a famiglie con genitori molto anziani a carico o con figli disabili, ma speriamo di poter estendere ulteriormente il nostro aiuto. Donare agli agricoltori in difficoltà una sistemazione che, seppur provvisoria, offre il comfort di un riparo completo di bagno e doccia, è il segno della nostra riconoscenza nei loro confronti, per la fiducia e l’amicizia che ci hanno sempre accordato”. Un gesto di aiuto che ha commosso Antonio: “sapere che anche chi è lontano ci pensa e fa qualcosa di concreto per noi è qualcosa di prezioso. Un motivo in più per restare qui e tener duro”. Il container che sarà attrezzato a giorni, ospiterà i due coniugi, mentre Francesco e Linda, probabilmente, cercheranno un appartamento in affitto. “A febbraio inizieranno i parti delle cavalle e almeno i miei genitori devono essere qui, giorno e notte, per aiutarle. Io amo svegliarmi il mattino e andare al nostro laghetto per dar da mangiare ai cigni, fare una cavalcata alla sera... questa è la mia casa ed è qui che voglio restare”. Le parole di Linda, sono quelle di tanti altri sfollati che, come lei, chiedono una cosa soltanto: poter rientrare nella propria casa e superare, insieme alla propria famiglia, il terrore che quel maledetto 29 maggio ha scolpito nel cuore di tutti noi. Jessica Bianchi 
e Marcello Marchesini

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